DAZN: polemiche e dati della piattaforma di eventi sportivi

Di Mario Ferone
Alla fine del campionato di Serie A, DAZN, azienda che fornisce streaming online di eventi principalmente sportivi, ha fatto il resoconto ad un anno dall’investimento sui diritti delle partite di serie A, serie B e altri eventi sportivi.
DAZN infatti aveva investito lo scorso anno circa 600 milioni di euro per acquisire il diritto di trasmettere sulla propria piattaforma tre partite del campionato italiano ogni settimana, lasciando le rimanenti sette a Sky per i successivi tre anni. Dati riportati dal Sole 24 Ore.
Manovra che un anno fa ha spiazzato i consumatori, che dopo anni hanno visto stravolte le modalità di guardare le proprie squadre, generando moltissime polemiche.
Prima su tutte la scarsa efficienza del servizio che, a detta di molti, era poco godibile a causa del continuo buffering (caricamento dei dati che interrompe la visione), tanto che DAZN stesso ha dovuto comunicare al proprio pubblico le modalità attraverso le quali migliorare la qualità del proprio servizio.
A riguardo Veronica Diquattro, ex dipendete Google e adesso CEO (amministratore delegato) di DAZN, ha imputato le cause di queste trasmissioni “a singhiozzo” ad una carente infrastruttura nazionale.
L’Italia infatti, secondo un report M-Lab (azienda che raccoglie dati sulle performance delle connessioni internet) si piazza quartultima nella classifica europea che riguarda la velocità delle connessioni ad internet, sopra solo a Malta, Grecia e Cipro.
La Diquattro ha fatto sapere che il governo si sarebbe detto aperto alla conversazione per il miglioramento delle infrastrutture, che a sua detta sono il motivo dei problemi avuti con lo streaming degli eventi, soprattutto ad inizio anno.
A distanza di un anno dal grosso investimento dell’azienda, il cui primo azionista è sir Len Blavatnik (miliardario di origini ucraine), il suo amministratore delegato si dice inoltre generalmente soddisfatto dell’andamento della piattaforma e dei passi svolti in avanti.
Negli ultimi tempi, alcune indiscrezioni facevano largo alla possibilità che DAZN avrebbe, già dall’anno prossimo, lasciato il mercato italiano.
Indiscrezioni che non trovano riscontro nelle parole di Veronica Diquattro al Sole 24 Ore, che ha dichiarato che il piano di DAZN è quello di continuare sulla linea intrapresa durante tutto quest’anno, puntando allo sviluppo della qualità del servizio. Una manovra che secondo il vicepresidente di DAZN fidelizzerebbe i clienti.
L’azienda ha inoltre rilasciato dati interessanti, tenendo però top secret il numero di abbonati al servizio. Sono 81 milioni le ore di streaming effettuate durante l’ultimo anno, spese dagli italiani per eventi sportivi di tutti i generi, dal rugby alle arti marziali miste, ovviamente la stragrande maggioranza, circa il 91%, sono costituite da eventi seguiti in diretta.
Al primo posto, senza particolari sorprese, tra gli sport più visti spicca il calcio, con Serie A e Serie B a fare da padrone, mentre l’evento più seguito è stato in occasione della partita Inter-Juventus di sabato 27 aprile 2019. Dazn nel suo report evidenzia anche le abitudini e caratteristiche del suo utente “medio”, un “dazner” avrebbe generalmente meno di 40 anni e seguirebbe una media di 2,6 sport.
I numeri diramati dall’azienda londinese dicono quindi che cambiare le abitudini non è un problema per gli italiani, almeno quando si tratta di seguire lo sport.